loading-img

Il nuovo Control4 T5

Il T5 sostituisce il T4 nel catalogo Control4

 

Chi ha proposto negli ultimi anni un impianto Control4 con touchscreen T4 da incasso si trova ora davanti a una decisione pratica: continuare a proporre T4 fino a esaurimento, oppure passare già al T5. Control4 ha introdotto la nuova serie T5 In-Wall Touchscreen come evoluzione diretta del T4, disponibile negli stessi due formati noti al canale — 8" e 11" — ma con un design rivisto e un requisito di piattaforma diverso. Per il system integrator la scelta non riguarda solo l'estetica del punto di controllo: tocca alimentazione, cablaggio a muro e, soprattutto, la versione di sistema operativo installata sull'impianto.

 

Il T5 come punto d'accesso a una piattaforma più ampia

 
Il T5, come il T4 prima di lui, è uno dei punti d'accesso fisici a un sistema più ampio. Control4 è una piattaforma whole-home che integra illuminazione, clima, sicurezza, intrattenimento e comunicazione tra ambienti in un unico sistema; la stessa logica di controllo si ritrova nell'app mobile e nei telecomandi dedicati, con un'interfaccia coerente indipendentemente dal device usato — un utente che impara a muoversi sul T5 ritrova gli stessi paradigmi anche da smartphone.

L'ecosistema, secondo quanto dichiarato dal produttore, comprende migliaia di dispositivi Control4 e di terze parti, oltre a integrazioni con Google Assistant, Amazon Alexa e Apple HomeKit: il sistema resta quindi raggiungibile anche tramite comando vocale o le app native di questi ecosistemi. Tra questi punti d'accesso, il touchscreen mantiene però una caratteristica che lo distingue dall'app da smartphone o tablet: resta operativo in modo continuo, senza dipendere dagli aggiornamenti periodici degli store applicativi (Apple App Store, Google Play) né dai bug o dai problemi di compatibilità che possono interessare il firmware dei dispositivi mobile. Per un punto di controllo fisso in un ambiente condiviso — un ingresso, una sala riunioni, un corridoio — questa continuità conta più della singola funzione aggiuntiva che un'app può offrire.

Per il system integrator questo significa che proporre un T5 equivale spesso a confermare o rinnovare l'adesione del cliente alla piattaforma nel suo complesso — un punto utile da rendere esplicito già in fase di preventivo, insieme al costo del pannello a muro in sé.

Control4 T5

Perché il T5 richiede X4

 
Il T5 non è retrocompatibile con qualsiasi versione di Control4: la scheda tecnica indica Control4 X4.2 come sistema operativo minimo supportato. Su un progetto nuovo il vincolo non cambia nulla, perché X4 è già la base di partenza per le installazioni recenti. Su un impianto esistente ancora fermo a OS3, adottare il T5 comporta anche l'aggiornamento della piattaforma, con le implicazioni di compatibilità e di formazione dell'utente che questo richiede. Chi deve valutare in dettaglio il passaggio a X4 trova un'analisi dedicata nell'articolo Control4 X4 già pubblicato sul nostro blog — qui il T5 va inquadrato come parte di quella transizione.

 

Cosa cambia davvero nel T5

 
Rispetto alla generazione precedente, il T5 introduce un design one-piece con alimentazione PoE integrata: la scheda tecnica indica che questo elimina i pogo pin dei modelli precedenti e semplifica il montaggio. Dove il PoE non è disponibile in impianto, resta un accessorio di alimentazione AC separato (C4-T5IW-AC, 120–240 V). La cornice si aggancia con trim magnetici disponibili nei colori della gamma Lux, incluso un trim Primer pensato per essere pitturato in loco e adattato al colore esatto della parete — un dettaglio rilevante negli ambienti dove l'estetica del punto di controllo è parte del capitolato.

Lo schermo passa a una risoluzione di 1920×1200 su pannello capacitivo, con una fotocamera integrata da circa 720p (1280×960, formato 4:3) pensata per videocitofonia e interfono tra ambienti. Un sensore di prossimità attiva automaticamente il display quando l'utente si avvicina, mostrando uno screensaver dinamico con accesso rapido ai controlli più usati; un array di quattro microfoni frontali migliora la qualità di acquisizione audio, elemento che incide sia sull'uso come interfono sia sui comandi vocali. La connettività copre Wi-Fi 2,4 GHz e 5 GHz con supporto WPA2/WPA3 e 802.1x — protocolli richiesti nella maggior parte delle reti aziendali, oltre che residenziali di fascia alta.

Il T5 richiede X4.2 oggi e resta agganciato alle versioni successive tramite aggiornamenti firmware automatici, secondo quanto indicato dalla scheda tecnica — un elemento da considerare nella pianificazione della manutenzione a medio termine, non solo nella scelta iniziale.

Cosa verificare prima di installarlo

 

  • Backbox: il T5 richiede un J-Box 2 gang in formato US-style (C4-NWB57C-P/M, C4-RWB57C-P/M) — gli stessi modelli già compatibili con il T4, quindi su un impianto esistente la scatola a muro spesso non richiede sostituzione. I box in plastica a marchio Control4 non sono compatibili con l'alimentatore AC opzionale.
  • Alimentazione: PoE 802.3af, 13 W di picco. Con più unità sulla stessa dorsale, va verificato che lo switch PoE abbia margine sufficiente.
  • Ambiente: uso esclusivamente indoor, temperatura operativa 0–40°C. Non è prevista una variante per esterni o ambienti non climatizzati.
  • Spazio a muro: le dimensioni cambiano tra formati — 146×210×24 mm per l'8" (0,63 kg), 183×268×24 mm per l'11" (0,86 kg) — con uno sporto a parete di 16 mm in entrambi i casi.
  • Piattaforma: OS minimo Control4 X4.2, da verificare sull'impianto prima di specificare il T5 in un progetto di aggiornamento.

 

Per chi ha già un T4 installato

 
Su un impianto esistente con T4 e OS3 ancora in uso, conviene separare la proposta in due piani distinti. Il primo è la piattaforma: l'aggiornamento a X4, con le sue implicazioni tecniche e di formazione dell'utente. Il secondo è il punto di controllo fisico: qui la transizione è spesso più semplice di quanto sembri, perché il T5 utilizza gli stessi backbox già compatibili con il T4 (C4-RWB57C-P tra questi) — la sostituzione può quindi limitarsi all'unità, senza intervenire sulla scatola a muro già cablata, salvo verifica puntuale caso per caso. Presentarli come un blocco unico rischia di far percepire il T5 come un semplice ricambio estetico; separarli rende visibile al cliente che si tratta di due decisioni — e di due costi — indipendenti, anche se spesso convenienti da affrontare insieme.

 

Passo successivo

 
Per un progetto nuovo, il T5 si specifica direttamente su base X4, come parte dell'adesione più ampia alla piattaforma Control4. Per un impianto esistente, la valutazione richiede prima un controllo della versione OS installata e della compatibilità del backbox a muro. La rete commerciale Adeo è a disposizione per verificare, progetto per progetto, quale delle due strade — installazione nuova o transizione da T4 — sia più indicata.

 

Brand: