AVPro Edge ConferX matrici HDMI e HDBaseT per sale riunioni e aule didattiche
Gli approfondimenti già pubblicati su AVoverIP e AVPro Global hanno affrontato la distribuzione su rete e le architetture estese. ConferX si concentra invece sugli ambienti con un numero definito di sorgenti e destinazioni, nei quali una matrice hardware rende i percorsi più leggibili e riduce le operazioni di configurazione.
La famiglia ConferX di AVPro Edge è pensata per aule didattiche, huddle room e conference room. Le matrici AC-CX gestiscono i segnali video e audio; i trasmettitori wall plate e i ricevitori HDBaseT portano invece le connessioni nei punti in cui servono, come la cattedra, il tavolo riunioni, il podio, il rack o la parete di visualizzazione.

Dove una matrice è la scelta adatta
Per scegliere tra una matrice tradizionale e un sistema AV over IP non basta considerare le dimensioni dell’impianto. Bisogna valutare anche quanto dovrà evolvere. Se ingressi, uscite e percorsi sono già definiti e destinati a rimanere stabili, la matrice offre una topologia chiara.
Una sala riunioni può comprendere un computer residente, un codec di videoconferenza e diversi laptop collegati dal tavolo. In un’aula, le sorgenti possono trovarsi sulla cattedra, con il videoproiettore e il display di rimando installati a distanza. Queste postazioni devono essere collegate evitando alimentatori e adattatori superflui e senza affidarsi a tratte HDMI troppo lunghe.
In questo scenario ConferX gestisce la commutazione indipendente delle sorgenti, il trasporto HDMI e HDBaseT tra sala e rack, l’audio, il controllo e i parametri di compatibilità del segnale.
Scegliere il numero di ingressi e uscite
I tre modelli si differenziano per il numero di ingressi e uscite HDMI e HDBaseT. La tabella riassume le rispettive topologie; funzioni specifiche e compatibilità degli endpoint vanno poi verificate in base al progetto.
| Modello | Ingressi video | Uscite video | Impiego indicativo |
|---|---|---|---|
| AC-CX42-AUHD | 3 HDMI + 1 HDBaseT | 1 HDMI + 1 HDBaseT | Una saletta o aula con una sorgente remota e due visualizzatori indipendenti |
| AC-CX62-AUHD | 4 HDMI + 2 HDBaseT | 1 HDMI + 1 HDBaseT | Aula o conference room con due punti di collegamento remoti e due visualizzatori indipendenti |
| AC-CX-84 | 6 HDMI + 2 HDBaseT | 2 HDMI + 2 HDBaseT | Sala con più sorgenti e fino a quattro destinazioni indipendenti; switching istantaneo e scaling esteso |
Il numero complessivo delle porte va letto insieme alla loro funzione. Gli ingressi HDBaseT determinano quante postazioni remote possono raggiungere direttamente la matrice. Le uscite HDBaseT indicano invece quante destinazioni lontane si possono collegare senza aggiungere un trasmettitore esterno. Le porte HDMI servono per le sorgenti e i dispositivi collocati nel rack o nelle sue vicinanze.
Tutti i modelli supportano segnali fino al 4K e integrano HDMI 2.0. AC-CX42-AUHD e AC-CX62-AUHD sono compatibili HDCP 2.2 e versioni precedenti; AC-CX-84 supporta anche HDCP 2.3. La compatibilità va comunque verificata sull’intera catena, perché sorgente, matrice, ricevitore e dispositivo di visualizzazione devono negoziare un formato comune.

HDBaseT tra tavolo cattedra e rack
HDBaseT utilizza un cavo di categoria FTP per superare i limiti pratici delle tratte HDMI lunghe e collocare gli endpoint nei punti operativi della sala. Con cablaggio CAT 6A e dispositivi compatibili, AVPro Edge indica distanze fino a 100 metri per i segnali 1080p e fino a 70 metri per i segnali 4K.
Il Power over HDBaseT (PoH) alimenta trasmettitori e ricevitori attraverso la stessa tratta, evitando alimentatori sotto i tavoli, dietro i display o nelle scatole. Prima di definire i componenti occorre comunque verificare la compatibilità PoH, la potenza disponibile e l’abbinamento tra i modelli.
Sulla tratta HDBaseT possono viaggiare anche i segnali di controllo. Le connessioni IR permettono di raggiungere sorgenti e destinazioni remote; i dati RS-232 vengono trasmessi tramite la porta dedicata. Lo stesso cavo di categoria gestisce così la distribuzione del segnale e il controllo dei dispositivi remoti.

Wall plate ConferX nel punto di utilizzo
La gamma AC-CXWP comprende diversi trasmettitori HDBaseT per portare una connessione remota sulla parete, sulla cattedra o sul tavolo. AC-CXWP-HDMO-T dispone di un ingresso HDMI con auto-sensing questo fa si che la matrice rilevi automaticamente il segnale ed esegua l’auto switch.
AC-CXWP-USBC-T oltre alla connessione HDMI aggiunge un ingresso USB-C e permette di selezionare l’ingresso in modo automatico o manuale. Il segnale video USB-C utilizza DisplayPort Alternate Mode, che deve essere supportato sia dalla sorgente sia dal cavo.
Il trasmettitore AC-CXWP-LPDH dispone invece di due ingressi HDMI, selezionabili automaticamente o con il pulsante sul pannello. Può quindi gestire due sorgenti nello stesso punto di connessione.
Le wall plate supportano HDCP 2.2 e risoluzioni fino a 4K60 4:2:0 oppure 4K30 4:4:4. L’alimentazione PoH arriva dalla matrice attraverso lo stesso cavo di connessione. Nel formato single-gang dei trasmettitori occorre considerare prima dell’installazione la profondità della scatola, il raggio di curvatura del cavo e lo spazio necessario per l’assistenza.
Gestione dell’audio in sala
Le matrici ConferX integrano un ingresso audio ausiliario per segnali di linea o microfoni, compresi quelli che richiedono alimentazione phantom. L’audio de-embedded è disponibile in formato digitale TOSLINK o analogico bilanciato e può essere inviato al DSP o all’amplificazione della sala.
AC-CX42-AUHD e AC-CX62-AUHD dispongono di un’uscita audio, associabile a una delle due uscite video. Poiché l’uscita analogica a due canali non effettua il downmix, la sorgente deve fornire audio PCM stereo. La verifica è particolarmente importante con codec, PC e player che possono negoziare formati multicanale.
La gestione audio nella matrice AC-CX-84 è più avanzata su quattro uscite, permette di associare l’estrazione agli ingressi, alle uscite o percorsi indipendenti. La funzione è utile quando il contenuto mostrato e quello ascoltato in sala non devono necessariamente seguire lo stesso instradamento.
Web OS EDID e diagnostica
Le commutazioni si gestiscono dai tasti frontali oppure tramite Web OS, IR, RS-232 e collegamento USB. L’interfaccia web raccoglie anche le principali funzioni di configurazione: rinomina degli ingressi e delle uscite, auto-switching, associazione dell’audio, parametri di rete e gestione degli EDID per ogni ingresso.
La gestione EDID definisce la risoluzione e il formato audio richiesti alla sorgente, riducendo i problemi tra destinazioni con capacità differenti. AC-CX42-AUHD e AC-CX62-AUHD integrano anche lo scaling da 4K a 1080p per alimentare contemporaneamente un dispositivo 4K e uno Full HD.
Il generatore di test pattern 1080p aiuta a individuare in quale tratto della catena si trova il problema. Se il pattern raggiunge la destinazione ma il segnale della sorgente non arriva, la verifica parte dall’ingresso. Se non compare nemmeno il pattern, occorre controllare l’uscita, il ricevitore e il cablaggio.
AC-CX-84 aggiunge una finestra diagnostica per il traffico RS-232, lo scaling per i formati WUXGA, 21:9 e 32:9, la conversione dell’aspect ratio e la gestione dell’Hot Plug Detect per i codec di videoconferenza.
Il dimensionamento parte dalla sala
Dopo gli articoli dedicati all’AVoverIP e ad AVPro Global, ConferX riporta l’attenzione sulla gestione di una singola sala. Quando la topologia è definita, la famiglia AC-CX permette di mantenere leggibili i percorsi, gestire le distanze e disporre degli strumenti necessari per configurazione, collaudo e assistenza.
La scelta tra i modelli 4x2, 6x2 e 8x4 dipende dal numero e dalla posizione delle sorgenti, dalle destinazioni indipendenti, dai formati video e audio, dalle tratte su cavo di categoria e dal tipo di controllo richiesto. Sono questi elementi a determinare il taglio corretto per la sala.