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Waves System Proxima

I media server per sincronizzare più uscite di video mapping

 

Un progetto di video mapping su più proiettori, o un'installazione multischermo pensata come immagine unica, pone sempre la stessa domanda operativa: come sincronizzare i flussi video in modo che il contenuto resti coerente su tutte le uscite, senza affidarsi a più workstation separate da coordinare manualmente. La gamma Proxima di Waves System risponde a questa esigenza con un media server dedicato che gestisce mapping con warping, blending e riproduzione sincronizzata da un'unica unità. La gamma comprende tre modelli — Proxima 4020, 4040 e 4060 — che non sono varianti di prezzo dello stesso prodotto, ma tre livelli di capacità pensati per contesti installativi diversi. La differenza principale riguarda il numero di uscite video sincronizzabili e la potenza grafica disponibile per gestirle; a questi due criteri si aggiungono il tipo di connettore video richiesto e la possibilità di acquisire segnale da sorgenti fisiche esterne.

La gamma comprende tre modelli — Proxima 4020, 4040 e 4060 — che non sono varianti di prezzo dello stesso prodotto, ma tre livelli di capacità pensati per contesti installativi diversi. La differenza principale riguarda il numero di uscite video sincronizzabili e la potenza grafica disponibile per gestirle; a questi due criteri si aggiungono il tipo di connettore video richiesto e la possibilità di acquisire segnale da sorgenti fisiche esterne.

Waves System Proxima line-up

Tre livelli di capacità, non tre alternative equivalenti

 
Il criterio di scelta principale tra i tre modelli è il numero di uscite video che il progetto richiede, insieme alla potenza grafica necessaria per gestirle in warping e blending simultanei.

Il Proxima 4020 è pensato per installazioni con due uscite, dove il form factor compatto permette di posizionare il server vicino ai proiettori — ad esempio in soffitto o in un vano tecnico — riducendo cablaggi. Il produttore non dichiara una GPU dedicata per questo modello: la sua idoneità a carichi grafici complessi con warping e blending simultanei su più layer non è documentata e va verificata caso per caso.

I modelli 4040 e 4060 condividono l'architettura rack e la presenza di una GPU dedicata (rispettivamente AMD Radeon Pro W7500 e Radeon Pro W6800), coerente con il maggior numero di uscite da gestire in parallelo. La differenza tra i due non è solo il numero di uscite: il 4060 dispone di più storage interno (4 TB SSD contro 1 TB del 4040) e di una GPU di fascia superiore, a supporto di configurazioni con più flussi ad alta risoluzione.

Interfacce, acquisizione video e ingombro: cosa verificare prima di specificare il modello

 
Il tipo di connettore video cambia tra i tre modelli e non è un dettaglio secondario in fase di capitolato: il Proxima 4020 utilizza uscite HDMI 1.4, mentre 4040 e 4060 utilizzano rispettivamente DisplayPort e Mini-DisplayPort 1.4 con compressione DSC. Un progetto che prevede proiettori o processori con soli ingressi HDMI, abbinato a un modello 4040 o 4060, richiede quindi cavi o adattatori compatibili con DisplayPort — un aspetto da verificare prima dell'installazione, non durante.

Solo i modelli 4040 e 4060 supportano una scheda di acquisizione opzionale, con 4 ingressi HDMI fino a risoluzione 4K, per ricevere segnale video da sorgenti fisiche esterne oltre al flusso di rete. Il Proxima 4020 non prevede questa opzione. Se montata, la scheda di acquisizione sottrae la porta Ethernet a 1 Gbps disponibile sul server, che resta comunque dotato di una porta a 2,5 Gbps per la rete principale.

L'ingombro segue la stessa distinzione: il 4020 è un'unità compatta (118 × 110 × 48 mm), installabile in spazi ridotti vicino ai punti di proiezione; 4040 e 4060 sono unità rack 19 pollici, 4U (440 × 468 × 176 mm), che richiedono un armadio o uno spazio tecnico dedicato. Questa differenza incide sulla scelta in contesti con vincoli di spazio marcati, come musei o allestimenti retail temporanei, dove il form factor compatto può essere preferibile anche a fronte di un numero di uscite inferiore.

 

Cosa condivide l'intera gamma

 
Indipendentemente dal modello scelto, l'approccio operativo resta lo stesso. Il composer — il software di configurazione e regia del mapping — è accessibile via pagina web da qualsiasi computer o tablet in rete, senza installazione locale: il server può restare installato in un punto poco accessibile, mentre la regolazione avviene da una postazione qualsiasi collegata alla stessa rete.

Su tutta la gamma sono disponibili: warping su griglia fino a 15×15 per adattare il contenuto a superfici non piane, con possibilità di importare shader personalizzati; edge blending orizzontale e verticale tra uscite adiacenti; generazione di una griglia di calibrazione; gestione di playlist e sequenze illimitate, con transizioni programmabili. L'ingresso video via rete (NDI) consente di importare flussi da altre macchine — ad esempio motori di generazione video in tempo reale — senza collegamento fisico dedicato, con risoluzione non limitata fino a 60 fps.

Il controllo esterno avviene tramite protocolli standard — tastiera, UDP/OSC e Art-Net — che permettono di integrare il server in un sistema di automazione o show control più ampio, per avviare sequenze, mettere in stand-by o riattivare l'unità. Il sistema operativo è una versione di Debian 12 con licenza a vita; gli aggiornamenti restano a iniziativa del cliente. Tutti i modelli sono garantiti 3 anni e prodotti in Francia.

 

Quando la gamma non è la risposta

 
Proxima non copre ogni scenario di gestione video multi-uscita. La scheda di acquisizione opzionale supporta solo ingressi HDMI: un progetto che richiede acquisizione via SDI necessita di una conversione esterna o di una soluzione diversa. Il numero massimo di uscite sincronizzabili su un singolo server si ferma a 6 (Proxima 4060): progetti che superano questa soglia richiedono di valutare più unità o un'architettura alternativa. Infine, Proxima gestisce contenuti video e la loro regia, non scene luci o dispositivi terzi: in un progetto che richiede il controllo integrato di più sistemi, va abbinato a un controller di show control o di automazione esterno, con cui dialoga via OSC o Art-Net.

 

Valutare il modello adatto al progetto

 
Il numero di uscite richieste e il carico grafico previsto restano i due criteri che indirizzano la prima scelta tra i tre modelli; il tipo di connettore video e l'eventuale necessità di acquisizione da sorgenti esterne confermano poi se il modello individuato è compatibile con l'impianto previsto. Per verificare questi elementi rispetto al progetto specifico, è possibile contattare la rete commerciale Adeo Group e consultare le schede prodotto dei singoli modelli:

 

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